Adottami

E l’uomo incontrò

di Luca Romagnoli

Gli animali domestici troppo spesso sono vittime di mode, dei capricci, come di paure irrazionali. Abbiamo sempre sostenuto che la dignità di ogni essere vivente non dovrebbe soggiacere alla libertà incondizionata dell’individuo umano, tanto più quando essa non è vincolata ad alcun bisogno esistenziale; per questa e altra ragioni, un animale da compagnia dovrebbe essere, oltre che una scelta consapevole, non un diritto, ma una possibilità condizionata. Ci vorrebbe una sorta di patente o, comunque, il vincolo di responsabilità che ne impedisce l’abbandono. Sarebbe una prova di grande progresso civile se una legge dello Stato prevedesse la possibilità di comprare o adottare un animale garantendo che esso non possa essere gettato nella spazzatura o abbandonato in strada, come oggi invece è. L’obbligatorietà del microchip o di altri sistemi di identificazione certa, non va purtroppo di pari passo con l’obbligo a farsi carico di un animaletto che si è acquistato, magari con superficialità. Questo ha sempre prodotto l’impossibilità di rendere pienamente responsabile il “padrone” degli animali da compagnia. Del resto come ha scritto Konrad Lorenz: “Non ci crederete, ma esistono stati sociali dove i governanti sono i più intelligenti. Per esempio tra i babbuini.” Nella speranza che una normativa in proposito venga prima o poi realizzata, abbiamo pensato, tanto più in questo momento in cui la contingenza sembra ulteriormente favorire gli abbandoni, di raccomandare l’adozione dei tanti, troppi animali che vengono abbandonati. Il nostro contributo é, per ora, solo quello di rilanciare i diversi messaggi che giungono a ciascuno di noi, o direttamente al sito della Destra Sociale, per favorire l’adozione gratuita di cani e gatti abbandonati, esseri che cercano migliori “padroni” cui declinare affetto e fedeltà. Pubblichiamo questi annunci con la riserva di non assumerci responsabilità sulla veridicità di quanto riceviamo, perché concretamente difficile e non sempre verificabile, ma con la speranza che il volontariato e la generosità disinteressata sia ancora la guida di chi ama gli animali e rispetta questi componenti meravigliosi del nostro pianeta. L’animale non conosce menzogna, non ha le sovrastrutture umane che troppo spesso condizionano i nostri comportamenti e, concludendo, cito il padre dell’etologia Lorenz: “Poche cose mi danno un senso di consolante sicurezza come la fedeltà del mio cane”, ma anche “la fedeltà di un cane è un bene prezioso che impone obblighi morali non meno impegnativi dell’amicizia con un essere umano”.

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