Mario Zicchieri: non scordo e non solo

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Le ferite nella coscienza dei camerati di Mario di quegli anni, certamente non paragonabili a quelle della mamma (al suo toccante scritto indegnamente mi ispiro), sono rimaste aperte per quelli che ancora vogliono credere nella Patria, nell’idea e in uno Stato che garantisca almeno la dignità e la giustizia. Le ferite della derisione, dell’ingiustizia, dell’ipocrisia e in fondo, diciamola tutta, dell’indifferenza e della complicità di tanta parte della società italiana (soprattutto delle istituzioni e dell’informazione pubblica), nelle nostre coscienze, nell’identità dei militanti (soprattutto di allora), non si sono mai chiuse. Purtroppo, per me, non sarà mai sufficiente un’ammissione di colpa per chiuderle. Ferite minori, certo, ma che non si rimargino senza giustizia e un vero pentimento. Pentimento che non credo ci sarà mai.
Come mai ci sarà perdono.
Luca Romagnoli

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