Imbrattata la targa della sede della Destra Sociale Fondi intitolata a Nino Sotis

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Nella giornata di ieri sabato 18 Luglio, la Destra Sociale di Fondi ha aperto ufficialmente la sua campagna elettorale, sostenendo la candidatura a Sindaco nelle prossime elezioni amministrative dell’avvocato Giulio Mastrobattista e le candidature di Alberto Di Fazio e Eva Marrocco a consiglieri comunali nella lista Fratelli D’ Italia.

La sede è stata allestita in modo esemplare tanto da voler richiamare la cittadinanza ad avvicinarsi alla “Fiamma”, ciò che la Destra Sociale, fiera e orgogliosa, sorregge da sempre nella nostra città.

Purtroppo stamattina il risveglio non è stato dei migliori, in quanto il responsabile, dirigendosi all’apertura della sede, ha dovuto constatare che erano stati vittime di atti vandalici.

Già nelle scorse settimane era stata “sporcata” la serranda, ma si è preferito non alzare polveroni inutili.
Ma stamattina nessuno ha potuto fermare il responsabile che, notando la targa imbrattata da scritte murali poco decifrabili, ha subito allertato le forze dell’ordine.

Scrive così in una nota Alberto Di Fazio:
” Non mi sarei mai aspettato di dover affrontare questa problematica, sopratutto in un tempo cosi breve dall’apertura della campagna elettorale.
In quanto responsabile della sede, candidato e come cittadino fondano mi sono sentito alquanto offeso da chi ha voluto infangare il nome di Nino Sotis (al quale abbiamo dedicato la nostra sede), il quale per la nostra città ha dato il suo grande contributo.
Questo atto di vigliaccheria resterà impresso nella nostra memoria, non si dimentica facilmente. Ma ci tengo anche a dirvi che è facile nascondersi dietro un gesto del genere, dovevate avere il coraggio di metterci la faccia, venire in prima persona da me che vi avrei ascoltato senza problemi.
Ancora una volta ho capito che ci temete e che questa città ha bisogno di persone come noi per rivoluzionarla al meglio. Concludo con una frase del grande Giorgio Almirante : “Una cosa che non farei di sicuro è quella di usare violenza contro un avversario politico”.

Adesso è tutto al vaglio della polizia scientifica che è stata sul posto e ha potuto appurare questo atto poco elegante e farà le dovute indagini, nella speranza di poter dare a questo gesto un nome ed un cognome.

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