Gli italiani vogliono sentirsi Popolo

Il fatto che l’Italia abbia tanti problemi da risolvere non è di certo una novità, il fatto che a risolvere questi problemi sia il Governo attuale è pura utopia secondo me. D’altronde un Governo che ho sempre definito legittimo ma immorale nasce male sotto ogni punto di vista, due forze politiche che erano agli antipodi ed ora governano insieme ripetendoci il mantra “ lo abbiamo fatto solo per il bene dell’italia”ed ora fanno l’accordo anche in Umbria, poi i 5 stelle erano quelli che non volevano alleanze. Ma il tempo, come sempre è galantuomo e mette ognuno al proprio posto, ogni regina sul suo trono ed ogni pagliaccio nel suo circo. Qui non ci sono concetti di destra o di sinistra qui è un discorso di buon senso che è diverso, l’Italia per ripartire ha bisogno degli italiani, ha bisogno di unità, di credere in se stessa, di sentirsi Popolo. Non ho mai pensato che Salvini sia un genio, ma se il suo partito sfiora il 30% e se la destra in Italia ha molti consensi due domande me le farei. Invece della solite spocchiose risposte dei maestri del niente che definiscono ignoranti coloro che non la pensano come loro, inizierei a pensare il perché la maggioranza degli italiani guarda con benevolenza ai partiti di destra. E i motivi non sono poi così difficili da capire, semplicemente perché è quello che la stragrande maggioranza del Popolo vuole, una maggiore sicurezza, un paese che faccia rispettare le leggi, un paese che faccia di tutto per difendere le proprie radici, la propria cultura i propri confini, un’economia che riparta da un’agricoltura italiana dalle eccellenze italiane dell’artigianato e dell’industria. La base di tutto è proprio quel Sovranismo o Nazionalismo, chiamatelo come volete, che invece da molti è deriso, dai soldatini del pensiero unico con addosso la stessa non-divisa, i cittadini del mondo che poi non sono cittadini di niente. Ci vorrebbero far credere che i confini non esistono, mentre si trasformano nei paladini della terra di nessuno, dove non esistendo un territorio non può esserci esercizio di sovranità popolare, e quindi democrazia. Coloro che vorrebbero essere diversi, contro il sistema, ed invece del sistema sono parte integrante.
E questo governo ne rispecchia molte cose, le proposte di nuove tasse sul lavoro, sulle piccole imprese, sulla casa, lo ius soli, la tassa sulle merendine e l’abolizione del crocifisso nelle scuole. Convinti che l’integrazione sia il futuro non si accorgono che non stanno integrando un cazzo ma solamente disgregando quel poco che resta. L’evasione non si combatte aumentando le tasse, perché è risaputo che più si tassa più si evade,soprattutto se, come da noi, le tasse raggiungono un livello insostenibile, del resto qualcuno disse: “ ricordati che se vuoi sempre della buona lana le pecore devi tosarle non scuoiarle” e a dirlo fu Gaio Svetonio Tranquillo duemila anni fa. Ma questo ancora non è chiaro, continuiamo a tassare la casa che è il bene per eccellenza di milioni di italiani, fatta con mille sacrifici e per la costruzione o l’acquisto della stessa le tasse sono state già ampiamente pagate, tassiamo l’agricoltura già super tassata e vessata di una lungaggine burocratica assurda e per contro abbiamo agricoltori che mollano, terreni incolti e abbandonati e importiamo la merda da paesi vicini tipo l’olio tunisino, quando i nostri agricoltori avrebbero bisogno soltanto di una medaglia per quello che fanno, non solo non bisognerebbe aumentargli le tasse ma diminuirle, premiare chi oggi si dedica all’agricoltura, all’allevamento di razze italiane che stanno scomparendo, così come tante e tante essenze arboree, bisognerebbe ripartire da qui, da un’alimentazione a chilometri zero si creerebbero in un solo colpo nuovi posti di lavoro, si abbatterebbe l’inquinamento e si tornerebbe a mangiare sano. Ma i nostri politici hanno altre idee, oggi fa figo parlare di integrazione, sentirsi cittadini del mondo. L’integrazione serve se fatta in maniera buona, se chi viene da noi diventa un potere aggiunto per raggiungere obbiettivi comuni, non serve il caos perché dove c’è il caos la prima cosa che muore è la democrazia. Non serve nemmeno sottomettersi e svendersi, come il discorso di questi giorni dei tortellini con carne halal, che rompiamo tanto il cazzo con i diritti degli altri cerchiamo di fare di tutto per non turbare coscienze altrui poi non ci chiediamo nemmeno che cazzo sia la carne halal che è basata su una macellazione barbara e primitiva. A me è sempre piaciuto imparare dagli altri, ma sinceramente cerco di imparare cose che mi migliorino, togliere il crocefisso o la carne di maiale per non turbare coloro che definiscono la donna una razza inferiore non è integrare ma è da deficenti, non per una questione di razzismo, assolutamente, ma di buon senso. Con tutti problemi che ha la scuola credo che le merendine e il crocifisso siano proprio gli ultimi, non la pensa così il ministro che chiede di togliere il crocifisso e mettere al suo posto una cartina del mondo, io farei una cosa diversa lascerei il crocifisso metterei vicino la cartina del mondo e anche la foto del ministro e di quelli che la pensano come lui, almeno i bambini capiscono il messaggio di quei tre simboli attaccati al muro, che Cristo è morto invano per un mondo di imbecilli. Dal Pd certe cose posso anche aspettarmele, non le condivido ma le hanno sempre sostenute, ma non dai 5 stelle che volevano cambiare il mondo e si sono invece rivelati una delusione. La gente si è rotta il cazzo, ma non faccio una distinzione di destra e sinistra, la gente si è rotta il cazzo di questi discorsi vuoti, carichi solo di finto buonismo che non porta da nessuna parte. Bisogna per forza ripartire da un concetto di orgoglio nazionale e finirla con queste cazzate che siamo sempre peggio degli altri, bisogna occuparsi di cose reali, tassare l’italiano il giusto e dargli la forza e il gusto di lavorare e produrre, bisogna farlo tutti insieme ricordandoci di essere un Popolo con la propria storia le proprie radici e tradizioni, ed invece di pensare di far votare i sedicenni forse sarebbe meglio che lavorassimo nella stessa direzione per dare ai sedicenni un futuro. Fare questo rimanendo radicati su tutto quello che significa essere italiani perché quando una nazione perde il contatto con il suo passato, con le sue radici, quando perde l’orgoglio della sua storia, della sua cultura e della sua lingua, decade rapidamente, smette di pensare, di creare e svanisce.

Luigi Angeletti – Destra Sociale in FDI Stimigliano (RI)