Regione Calabria – Sergio La Ghezza nominato responsabile del dipartimento Cultura di Fratelli d’Italia

La comunita’ cosentina di Destra Sociale del Circolo “Beppe Niccolai” si complimenta per la nomina ricevuta dal Professor Sergio La Ghezza ,gia’ Responsabile alla Cultura della nostra Associazione ed oggi Responsabile Regionale della Regione Calabria dei Fratelli d’Italia nel Dipartimento Cultura ed Innovazione. Al caro Sergio foriero di idee innovative e grande esempio di rettitudine morale e politica della Destra Sociale giungano gli auguri di tutta la nostra comunita’ che sapra’ ben rappresentare in seno ai FDI a cui la nostra associazione e’ federata.

Vincenzo Caravona – Responsabile Provinciale Circolo Destra Sociale -Beppe Niccolai- Cosenza

Fondi (LT) – Continua il monitoraggio del Sud Pontino da parte del dipartimento Paesaggio e Territorio di FdI

Il recentissimo episodio vandalico che ha visto deturpare la parete della villa di Tiberio sita in quel di Sperlonga, in provincia di Latina, va ad aggiungersi all’incuria generalizzata delle risorse territoriali e archeologiche del sud-pontino, terra ricca di storia e che vanta una posizione chiave nella romanità antica, avendo dato i natali a diversi imperatori e militari dell’epoca; simbolica è la condizione di degrado in cui versa il parco naturalistico dell’Appia antica che, nonostante le continue denunce della locale sede della Destra Sociale di Fondi continua a versare nel degrado più assoluto e, di fatto, consente agli incivili di fare ciò che vogliono rimanendo impuniti.
E’ proprio questo il cardine del problema: la mancanza di adeguati controlli che possano essere validi deterrenti per quei soggetti che considerano le aree naturalistiche come il luogo ideale per le loro scorribande trasformando quei luoghi teatro di festini in cui si recita la commedia della trasgressione e l’uso diventa abuso senza regole.
Alberto Di Fazio raccolte testimonianze dei cittadini sul degrado in oggetto nel “centro raccolta segnalazioni”del dipartimento sito a Fondi in Corso Appio Claudio 58, ha immediatamente relazionato a Luca Romagnoli Responsabile nazionale del Dipartimento Paesaggio e Territorio di Fratelli d’Italia, chiedendo tolleranza zero verso chi devasta le ricchezze e bellezze territoriali italiane e successive iniziative che coinvolgano Parlamentari, consiglieri Regionali e dirigenti locali di FDI con l’intento di preservare l’integrità dei parchi regionali e dei reperti archeologici.
IL Dipartimento Paesaggio e Territorio di Fratelli d’Italia intende continuare la propria azione di monitoraggio del territorio evidenziando situazioni di degrado che impoveriscono la grande risorsa paesaggistica del sud Pontino.
Sono fondamentali per l’efficacia di queste iniziative le segnalazioni di tutti i cittadini: all’uopo è stato attivata una delegazione del dipartimento a Fondi e incaricato Alberto di Fazio di coordinarne le attività.

DESTRA SOCIALE
Coordinamento Nazionale

Ci ha lasciati Guido Faggiani

Per me era un fratello un camerata vero un laziale un grande uomo un esempio.
Il mio pensiero va al suo adorato nipotino a cui spero di raccontare le gesta di suo nonno.
Un abbraccio fortissimo alla moglie Rosa e ai figli.

I funerali avranno luogo a Tarquinia giovedì alle 10.30 nella Chiesa Madonna dell’Ulivo.

Lamberto Iacobelli

La Sovranità non può appartenere agli unti da Beppe Grillo

Se la sovranità appartenesse realmente al Popolo si dovrebbe tornare a votare il più presto possibile senza se e senza ma.
Se invece, essendo la nostra una repubblica parlamentare e di conseguenza questo porta alcuni a sostenere che sia LEGITTIMO un governo deciso dal Parlamento anche contro la VOLONTÀ POPOLARE, si dovrebbe per onestà intellettuale fare un ragionamento o porsi degli interrogativi.
Il Partito di Grillo, perché di partito si tratta, e i suoi nuovi alleati del Partito Democratico dovrebbero spiegare agli Italiani che “ci azzecca” la piattaforma Rousseau, visto che sostengono che le scelte spettano al parlamento.
Detto questo, non posso immaginare che la nostra sia diventata una Repubblica in cui solo i Grillini sarebbero POPOLO SOVRANO, essendo UNTI DAL DIO GRILLO, e solo loro hanno il diritto di approvare o meno la formazione di un governo, sostituendosi alle funzioni del parlamento.
Ritengo che questo dovrebbe spiegarcelo Mattarella perché, se così fosse, tutto questo iter di Conte, se fatto con la consapevolezza di essere sottoposto al giudizio “internettiano” di una minima parte del corpo elettorale, sarebbe a mio modestissimo avviso contro i dettami del diritto costituzionale.
Inoltre affidare questo potere decisionale ad una piccola minoranza degli Italiani sarebbe discriminatorio, ma in questo caso oserei definire autoritario, nei confronti del restante POPOLO ITALIANO.
Lamberto Iacobelli

Il senso della misura o la mancanza di prospettiva

– di Luca Romagnoli

Se volessimo fare una sintetica analisi della crisi di quella che è stata una maggioranza amena, consumatasi inopportunamente nel sacrosanto agosto nazionale, dovremmo iniziare da due antecedenti importanti:

⁃la maggioranza uscente era “amena”, perché frutto di una legge elettorale (il Rosatellum) scritta servilmente per consentire (così come è efficacemente avvenuto), al capo di un Partito in crisi (il Pd) di far comunque eleggere un buon numero di suoi fedeli.

⁃la maggioranza uscente è stata comunque frutto di un “modesto” tradimento degli alleati di campagna elettorale e, in fondo, di un “più evidente” tradimento di un elettorato di centrodestra, al quale si era chiesto un voto per un programma condiviso e alternativo alla sinistra e al M5S, non per avere mani libere e scegliere con chi allearsi dopo il voto.

Tant’è: gli italiani in generale, e assai frequentemente gli elettori di destra, amano esaltare “capitani” e “cavalieri” che si propangono come guide salvifiche e garanti di rivoluzioni; una volta liberali, una volta sovraniste, senza valutare storie pregresse e obiettivi perseguiti dai poteri cointeressati e “sponsorizzanti”. Tanto sono avvelenati di anticomunismo, “a destra”, quanto sono miopi nella valutazione dei “leader”.

Da questo pasticcio agostano ora vogliono uscire: Renzi con un governo che gli consenta di riguadagnare credibilità e ri-sistemare i suoi; ZIngaretti, che se al governo non va con i suoi preferisce elezioni con l’attuale legge, onde sistemare comunque i suoi in parlamento, al posto di quelli di Renzi; Di Maio e i suoi, che invece sono terrorizzati da elezioni anticipate; Salvini che (sempre che non gli riesca l’ultima giravolta che lo rimetta meglio in sella), spera altri si carichino l’onore di un’odiosa, contraddittoria, finanziaria, per poi “godere” ad inevitabili (?) elezioni nella primavera 2020.

Non entro (anche) per doveroso tentativo di sintesi,

nel merito delle promesse e degli impegni presi; realmente concretizzati; disattesi. A molti, soprattutto a destra, bastano proclami di grandezza e inossidabili principi…quanto ai fatti…, c’è sempre una giustificabile congiura, un qualche inopinato tradimento…

Ma la politica ha bisogno di slancio e visioni che non siano solo demagogia: se ne usa, di quest’ultima. La politica ne usa un po’ nelle sue ricette, ma non deve essere tanta, non troppa da compromettere il progetto è la credibilità.

Francamente vorrei che si riflettesse , “a destra” appunto, sulla credibilità che, con generosità -non voglio dire ingenuità-, si è attribuita a  politici che hanno “un’altra storia” e che, con onesta schiettezza, in questa vicenda hanno avuto un ruolo decisivo:  prima nell’alchimia gialloverde; poi nella dissoluzione della menzionata miscela preannunciata ad un comizio (sistema un po’ anomalo, tanto che sa piu di minaccia, peraltro inefficace, che di annuncio);

ora nella proposta di reiterare la miscela venefica, con un retromarcia inquietante e inaccettabile, quando I poteri forti hanno già sottomano un’altra miscela (giallorossa), ancor meno portabile della precedente.

Ce ne vorrà di “abilità social” per risalire la china (elettorale non so, ma di “affidabilità” lo penso).

Anche Renzi ha seguito una parabola simile: dall’onnipotenza alla dissolvenza (governativa). Ma certi poteri sono abili e rapidissimi a rimettere in sella il “fantino” più opportuno, tanto più quand’esso è sempre sulla piazza (parlamentare).

Tuttavia, come e’ spesso accaduto in Italia, è a destra che si ha memoria corta e predisposizione al perdono.

Se vale, purtroppo, per gli elettori, se vale, purtroppo, per chi ha avventatamente acclamato un nuovo “capitano” come emulo di ben altro “ventennale profilo”, non può e non deve valere per una comunità politica con “altra” storia e “alta” storia. E che, da sempre, ha scelto prima l’Italia: tutta, senza se e senza ma.

Quanto costa in  politica, avere capacità e lealtà?

Soprattutto, ancora una volta, il coraggio di non scegliere, quanto costa all’Italia?

Giovani d’Italia Saluta Felice Gimondi

Ci lascia improvvisamente un grande campione del ciclismo
Felice Gimondi uomo d’altri tempi, sportivo vero che affrontava la fatica con una tale facilità da rendere disarmante ogni tentativo di rincorsa
Nella vita la sua sobrietà è stata esempio di un tenore di vita lontano da flash e riflettori e soprattutto da quella mondanità che spesso compromette la dura scalata agli allori sportivi.
Giovani d’italia rende omaggio al campione e vuole ricordarlo anche attraverso una sua frase

“Nella vita puoi essere utile anche arrivando secondo o quinto… Purché tu ce la metta tutta.”
Il nostro sincero cordoglio giunga a tutti i familiari