Macomer, Uleri: il caso Ippocrate é una vergogna

Sono sempre stato #orgoglioso del mio essere macomerese; la mia cittadina ha sempre goduto ampia considerazione a livello regionale, e pur non essendo un capoluogo di provincia, ha conquistato moltissimi servizi che hanno reso migliore l’esistenza dei suoi cittadini. Oggi questo orgoglio viene fortemente ridimensionato, la recente inchiesta Ippocrate mi costringe nella quotidianità del mio lavoro a dover spiegare e rimarcare la mia estraneità, e quella della maggior parte dei macomeresi, ad un’inchiesta che ha colpito fortemente l’opinione pubblica. Il danno d’immagine è evidente quanto il continuo e progressivo smantellamento dei servizi e dell’assistenza. Questa situazione viene percepita sempre più dalla popolazione e c’è una parola che esplica tutto ciò ed è “paese”. Nel linguaggio comune spesso ci si riferisce a #Macomer come ad un paese, ma il nostro comune è stato insignito del titolo di #città con DPR 2063 del 07/08/1976.
Un esempio calzante della scarsità della nostra amministrazione è stato il fatto di aver aspettato ben 2 mesi per fornire e attrezzare alla sostituta della dr.Sanna (pediatra), un ambulatorio degno di questo nome, facilitando così la dispersione dei pazienti creando i presupposti perché anche il secondo pediatra cittadino venga perso per mancanza di iscritti. Altro esempio è il polo educativo che è nato per aiutare le famiglie nella gestione del tempo libero dei bambini, ma lo stesso servizio durante il periodo estivo terminava inderogabilmente alle 13:30 ignorando che tanti lavorano anche nel pomeriggio e addirittura ad Agosto!
Chiedo pertanto le vostre dimissioni al fine di non arrecare ulteriore danno alla comunità, chiedo in particolare le dimissioni dell’Ass Rubattu che nel precedente consiglio , pur in mia assenza, mi ha accusato di essere fascista intendendo con ciò la peggiore accezione del termine ossia accusandomi di essere antidemocratico, razzista e sovversivo tutte caratteristiche che non mi appartengono minimamente.
Arturo Uleri referente provinciale Nuoro Destra Sociale e Coordinatore cittadino FdI Macomer

Meccanismo Europeo di “Stabilità” – pensiero di G.M. Muggiri

Con il MES si intende il Meccanismo Europeo di Stabilità, l’Italia purtroppo ha aderito, nel silenzio più totale, per colpa dei pochi che hanno scelto anche per noi il nostro paese dovrà versare ulteriori 45 miliardi di euro annui per il fondo salva Stati. Naturalmente il nostro Paese non ha questi soldi quindi cosa farà? Chiederà questi soldi alla Banca centrale Europea aumentando il debito del nostro Paese e su quello stesso debito dovrà pagare gli interessi, anche un bambino capisce che è come gioco del cane che si morde la coda, impossibile per noi rendere questi soldi, ora come da quando nel mercato europeo è entrato l’euro, non tanto per la moneta unica Olla per la mancanza di sovranità monetaria degli stessi stati, tutti siamo in debito con la BCE. Per quanto dobbiamo ancora subire la svendita del nostro Paese ?

G.M Muggiri – Destra Sociale Sardegna

Ambulanti a rischio estinzione

Gli ambulanti che giornalmente frequentano i mercati d’Italia lo fanno con mezzi costosissimi. Tali mezzi devono essere poi attrezzati con stand, ombrelloni, tende automatiche, banchi etc che, a loro volta, hanno un costo. Infine vanno riempiti con la merce da vendere, altri costi, e diventano così dei veri e propri negozi viaggianti completi. La mattina di buon ora percorrono strade ed autostrade d’Italia con dispendio di gasolio, pedaggi, posteggi mercati, usura del mezzo. Tale mestiere deve, inoltre, sopportare un carico fiscale enorme come tasse comunali e nazionali e, naturalmente, i costi legati a un commercialista che se ne occupi. La categoria degli ambulanti che, una volta era il polmone del nostro paese, si ritrova abbandonata a se stessa, soffocata dalla tasse e trascurata dai governanti.
Il giorno 27 novembre, in qualità di responsabile DS della consulta Campana “Ambulanti e Mercati Rionali “ parteciperò allo sciopero indetto dalla categoria e, con una delegazione di Destra Sociale, ci recheremo alla relativa manifestazione a Roma.
Auspichiamo l’apertura di un tavolo di dialogo nelle sedi opportune, ove ci sia data la possibilità di esporre i nostri problemi, che solo chi fa questo mestiere da sempre conosce realmente, nonchè di suggerire idee e possibili soluzioni.
TRA QUESTE :
– Banchi ambulanti secondo numero di residenti.
– Posteggi con tariffario unico su tutto il territorio Nazionale.
– Sgravi fiscali in caso di perduranti condizioni di allerta meteo che non consentono lo svolgersi dell’attività
– Corsi di formazione gratuita per qualificare I giovani che volessero intraprendere questa attività, predisponendo un adeguato periodo di apprendistato .
– Eliminazione obbligo del POS
– Deposito cauzionale di 30 mila Euro per le nuove attività di operatori stranieri. che verrà considerato anticipo tax e oneri accessori.
Questi chiaramente sono solo alcuni punti del nostro “PROGETTO AMBULANTI” a cui stiamo lavorando, inserendo tutte le osservazioni e proposte che ci giungono dagli operatori del settore.

CLAUDIO TORTORA – Destra Sociale area Vesuviana
Resp Consulta “Ambulanti e Mercati Rionali” della Destra Sociale Area Campania

30 anni senza Beppe

Beppe Niccolai era un Missino Eretico, ricordato pochissime volte nelle celebrazioni dai vari convegni o nella storiografia d’area, era scomodo come tutte le coscienze critiche che si opponevano ad un repentino cambiamento della destra che invece di parlare al popolo si apprestava ad indossare il doppiopetto. Beppe era un pisano di ferro, uno di quei personaggi che Dante avrebbe destinato ad un ruolo di vituperio delle genti, ma vituperio solo sul piano delle idee provocatorie, era in realta’ un personaggio amabile, ben lontano sia da Almirante che da Rauti, custodiva con gelosia i quaderni di Berto Ricci, il fascista Ribelle! Pietrangelo Buttafuoco cosi’ lo ricorda :”Odiava la pesca delle occasioni, non avrebbe mai cavalcato la protesta del popolo delle tasse o la guerra dei tassinari e le sollevazioni dei bottegai”.Era ben lontano dal prototipo di fascistone prepotente con le granitiche certezze. Fu volontario in Africa e poi prigioniero nel Fascists’ Camp di Hereford, per fedelta’ al suo Fascismo. Apprezzato quasi piu’ dagli avversari, Leonardo Sciascia cosi’ si espresse ad una televisione francese :”La sua relazione in Commissione antimafia e’ una cosa seria”. Era il fulcro di un giornale toscano. -L’eco della Versilia- in cui raccontava di un lascito ideologico di Benito Mussolini, oramai prossima alla sconfitta che invitatava i Camerati ad aderire al Partito socialista di Pietro Nenni. Nel 1988 aveva fatto approvare alla direzione del MSI un documento contro i potentati economici dal contenuto duro ed anticapitalistico, fu approvato con vivo entusiasmo dalla Direzione missina, poi Niccolai sulle pagine del -Corriere della sera- racconto’ che quel documento era stato ripreso da un comitato centrale del PCI, tali dichiarazioni scatenarono l’ira funesta dell’allora neo segretario missino Gianfranco Fini che lo espulse dal partito, fu poi riammesso per dovuta intercessione di Giuseppe Tatarella da sempre portatore di armonia interna nel partito. Questo coraggioso gesto non rappresentava affatto una beffa ma era un modo per far comprendere come dalle storiche divergenze con la sinistra vi erano pero’ dei punti che accomunavano le due aree politiche. Concludiamo questo ricordo con una lettera che Beppe scrisse prima della sua improvvisa morte al Secolo d’Italia, una lettera mai pubblicata perche’ oramai il partito stava prendendo la via consevatrice che da AN si trasformo’ poi in PDL un decennio piu’ tardi, e questa lettera era scomoda perche’ era un saggio sull’odio politico :”Far fuori l’altro, lo sconosciuto, il rosso o il nero, rientra nella necessita’ di mettere a tacere il nemico, il barbaro, l’altro a cui e’ tolto ogni valore, primo fra tutti quello di essere uomo, erano quelli i tempi in cui le bombe teleguidate e moderate aiutavano questo disegno, che se si fa caso, ha contrassegnato la storia dell’Italia repubblicana, dalla prima strage di Portella della Ginestra a seguire (…) Ma l’italia piu’ bella, quella di ieri e quella da costruire e’ proprio quella dei pazzi. Primi fra tutti i Santi e gli Eroi. Non quella che sta alla finestra in attesa, a cose fatte, di appendervi gli scalpi di coloro che alla finestra non sono mai stati”.

In ricordo di Beppe Niccolai (Pisa 26 novembre 1920 – Pisa 31 ottobre 1989). Fonti: Marcello Veneziani, Luca Telese, Pietrangelo Buttafuoco.

Elezioni Regione Calabria – Per amore della poltrona

Il rinvio delle elezioni Regionali in Calabria costera’ secondo i dati della Codacons ben due milioni di euro ,ovviamente soldi pubblici, mentre sarebbe stato etico e morale andare al voto il 10 novembre 2019, data di naturale scadenza del mandato, in tal caso si sarebbero cosi’ unificate le elezioni Regionali con quelle Comunali riguardanti ben 7 Comuni della Calabria per un bacino elettorale di 125 mila cittadini chiamati al voto…ma anche questa volta per i rappresentanti della Giunta regionale ha prevalso un solo ed unico amore…LA POLTRONA! E mentre il Popolo si gratta a dama c’e’ chi fa’ la patta (cit. R.Gaetano da-“Nunterreggaepiu’)

Vincenzo Caravona – Responsabile Provinciale Destra Sociale Cosenza – Circolo Beppe Niccolai