Povera Patria nostra,  la Nazionale di calcio non unira’ più tutti.

Povera Patria nostra,  la Nazionale di calcio non unira’ più tutti.

Dunque se vero le voci che girano, la nostra Nazionale di calcio giocherà sabato 11 ottobre 2019 contro la Grecia con una casacca verde e senza tricolore.

Per  accontentare uno sponsor deve accadere tutto questo lasciando i colori dei Savoia e usati nel mio anno di nascita, ma ancora notevolmente piu grave estromettere il tricolore, il simbolo della Patria, persone che hanno sofferto e che hanno perso la vita per questo.

Sarà un caso ma guarda un po’ capita durante un Governo politico spostato a sinistra che di fatto “odia” la bandiera Italiana e “apre” in maniera non equa culturalmente e socialmente  a tutti quelli che non sono Italiani.

“Invito chi va allo stadio a Roma Sabato prossimo di fischiare sonoramente questa presa di posizione che goliardamente non ha nulla ma ha tutto un sapore politico di una parte del nostro bel Paese”

Ps credo che dopo tanti anni non vedrò questa partita.

Alfio Di Marco Liggera

Aprilia (LT) – Topolino alla Festa di San Michele?

Il giorno dopo che è stata annunciata la Cantante Loredana Berté alcuni cittadini Apriliani del centro hanno trovato una nuova sorpresa, un bellissimo Topo dentro il secchio dell’umido. Noi abbiamo pensato che forse il Comune ha voluto invitare anche il famoso topo della Disney Ratatouille. Una questione che va avanti da troppo tempo, oltre a pensare ai festeggiamenti bisogna anche dare una bella disinfettata alla Cittá che ogni giorno si sveglia con belli e brutti avvenimenti. Per questo che La Destra Sociale é vicina ai cittadini e ci mettiamo a disposizione per fsre sentire la propria voce. Invitiamo l’Amministrazione a prendere provvedimenti e dare una bella lustrata alla Cittá anche in Onore del Santo Patrono.

Roberto Malvezzi – Destra Sociale Aprila (LT)

Il senso della misura o la mancanza di prospettiva

– di Luca Romagnoli

Se volessimo fare una sintetica analisi della crisi di quella che è stata una maggioranza amena, consumatasi inopportunamente nel sacrosanto agosto nazionale, dovremmo iniziare da due antecedenti importanti:

⁃la maggioranza uscente era “amena”, perché frutto di una legge elettorale (il Rosatellum) scritta servilmente per consentire (così come è efficacemente avvenuto), al capo di un Partito in crisi (il Pd) di far comunque eleggere un buon numero di suoi fedeli.

⁃la maggioranza uscente è stata comunque frutto di un “modesto” tradimento degli alleati di campagna elettorale e, in fondo, di un “più evidente” tradimento di un elettorato di centrodestra, al quale si era chiesto un voto per un programma condiviso e alternativo alla sinistra e al M5S, non per avere mani libere e scegliere con chi allearsi dopo il voto.

Tant’è: gli italiani in generale, e assai frequentemente gli elettori di destra, amano esaltare “capitani” e “cavalieri” che si propangono come guide salvifiche e garanti di rivoluzioni; una volta liberali, una volta sovraniste, senza valutare storie pregresse e obiettivi perseguiti dai poteri cointeressati e “sponsorizzanti”. Tanto sono avvelenati di anticomunismo, “a destra”, quanto sono miopi nella valutazione dei “leader”.

Da questo pasticcio agostano ora vogliono uscire: Renzi con un governo che gli consenta di riguadagnare credibilità e ri-sistemare i suoi; ZIngaretti, che se al governo non va con i suoi preferisce elezioni con l’attuale legge, onde sistemare comunque i suoi in parlamento, al posto di quelli di Renzi; Di Maio e i suoi, che invece sono terrorizzati da elezioni anticipate; Salvini che (sempre che non gli riesca l’ultima giravolta che lo rimetta meglio in sella), spera altri si carichino l’onore di un’odiosa, contraddittoria, finanziaria, per poi “godere” ad inevitabili (?) elezioni nella primavera 2020.

Non entro (anche) per doveroso tentativo di sintesi,

nel merito delle promesse e degli impegni presi; realmente concretizzati; disattesi. A molti, soprattutto a destra, bastano proclami di grandezza e inossidabili principi…quanto ai fatti…, c’è sempre una giustificabile congiura, un qualche inopinato tradimento…

Ma la politica ha bisogno di slancio e visioni che non siano solo demagogia: se ne usa, di quest’ultima. La politica ne usa un po’ nelle sue ricette, ma non deve essere tanta, non troppa da compromettere il progetto è la credibilità.

Francamente vorrei che si riflettesse , “a destra” appunto, sulla credibilità che, con generosità -non voglio dire ingenuità-, si è attribuita a  politici che hanno “un’altra storia” e che, con onesta schiettezza, in questa vicenda hanno avuto un ruolo decisivo:  prima nell’alchimia gialloverde; poi nella dissoluzione della menzionata miscela preannunciata ad un comizio (sistema un po’ anomalo, tanto che sa piu di minaccia, peraltro inefficace, che di annuncio);

ora nella proposta di reiterare la miscela venefica, con un retromarcia inquietante e inaccettabile, quando I poteri forti hanno già sottomano un’altra miscela (giallorossa), ancor meno portabile della precedente.

Ce ne vorrà di “abilità social” per risalire la china (elettorale non so, ma di “affidabilità” lo penso).

Anche Renzi ha seguito una parabola simile: dall’onnipotenza alla dissolvenza (governativa). Ma certi poteri sono abili e rapidissimi a rimettere in sella il “fantino” più opportuno, tanto più quand’esso è sempre sulla piazza (parlamentare).

Tuttavia, come e’ spesso accaduto in Italia, è a destra che si ha memoria corta e predisposizione al perdono.

Se vale, purtroppo, per gli elettori, se vale, purtroppo, per chi ha avventatamente acclamato un nuovo “capitano” come emulo di ben altro “ventennale profilo”, non può e non deve valere per una comunità politica con “altra” storia e “alta” storia. E che, da sempre, ha scelto prima l’Italia: tutta, senza se e senza ma.

Quanto costa in  politica, avere capacità e lealtà?

Soprattutto, ancora una volta, il coraggio di non scegliere, quanto costa all’Italia?

Giovani d’Italia Saluta Felice Gimondi

Ci lascia improvvisamente un grande campione del ciclismo
Felice Gimondi uomo d’altri tempi, sportivo vero che affrontava la fatica con una tale facilità da rendere disarmante ogni tentativo di rincorsa
Nella vita la sua sobrietà è stata esempio di un tenore di vita lontano da flash e riflettori e soprattutto da quella mondanità che spesso compromette la dura scalata agli allori sportivi.
Giovani d’italia rende omaggio al campione e vuole ricordarlo anche attraverso una sua frase

“Nella vita puoi essere utile anche arrivando secondo o quinto… Purché tu ce la metta tutta.”
Il nostro sincero cordoglio giunga a tutti i familiari

È venuto a mancare ANTONIO RASTRELLI

Una vita spesa per la fiamma con coraggio coerenza e onestà tenendo sempre alta la bandiera dei nostri valori
La comunità della destra sociale si unisce al dolore che sta provando tutta la famiglia a cui possa giungere il nostro fraterno e cameratesco abbraccio

Il mio auspicio per le ferie d’Augusto: liberare Roma, liberare l’Italia.

Di Luca Romagnoli –

In vacanza, lontano da Roma, si incontra gente, varia e, come dicono in Toscana, “d’ogni contrada”.
Qui all’’isola d’Elba, nelle estati passate accadeva sentirsi dire:
“Roma, che città meravigliosa…certo ne avete di traffico….”
“Beh alberghi e ristoranti a Roma…per noi turisti…un po’ un problema”.
“Comunque che città! Camminate nell’arte, sulle pietre della storia”…e così via.
Se proprio la discussione esulava dall’ammirazione, poteva accadere di discutere su: “che fa la politica a Roma”?
Questo agosto no.
Oggi è la stessa, lamentosa, stuporosa, costernata e imbarazzante osservazione: “com’è ridotta Roma; un’immondezzaio! Oggi, addirittura, c’è chi ne soffre la visita: “Dovrò venirci per lavoro…dovrò…anche se per fortuna presto, andrò a Milano; è li che c’è lavoro”.
Che dire, che replicare a chi osserva che Roma è ridotta
peggio di Mumbai! Cosa opporre ai ….”Se neanche i sobborghi di Mombasa…se neanche la Guinea…”?
Vorrei che chi sostiene l’attuale amministrazione, quella pentastellata dei “nuovi liberatori”, rispondesse per me. Vorrei che chi ancora non ha capito che l’onestà è tale solo se accompagnata alla capacità, provasse lo stesso
imbarazzo che provo io, fortunato “romano in vacanza”.
Sarei grato se qualcuno potesse suggerirmi risposte o attenuanti giustificatorie…sarei grato; grato da romano, ovviamente, non da politico.
Piuttosto che da romano lasciarmi andare alla classica “damnatio memoriae” anche per gli antenati di chi governa la Capitale.
Capitale, una volta, dell’Impero che ha dato civiltà al mondo.
Oggi solo capitale e plastica rappresentante della mitomanica sfrenata ambizione degli incapaci che la governano, e vittima dei pelandroni e corrotti che non mancano nell’organico della pubblica amministrazione.
Liberiamoci presto dalla prigionia dei liberatori, noi Romani dovremmo cacciarli: “a furor di popolo” sarebbe avvenuto un tempo. Accontentiamoci almeno di lazzi e sberleffi…accontentiamoci. Presto però.