Una lezione da apprendere

 

In un momento di crescente disillusione pubblica nei confronti della politica, la protesta dei cosiddetti “gilet gialli” sottolinea un risentimento della gente, ormai sempre piu’ convinta dell’ irrilevanza della propria voce, nei confronti di una classe politica sempre meno attenta ai reali bisogni dei cittadini. Quello che succede in Francia non solo sottolinea le difficolta’, in patria, di Macron ma anche un bisogno reale ed urgente di ridare alla comunita’ piu’ controllo sulla propria vita. E’ questo il reale scenario dei “gilet gialli”, la consapevolezza che essi hanno, ora, di far sentire la propria voce.

La protesta rivela fratture profonde tra la politica e la societa’ civile e va oltre l’aumento del costo del carburante. La protesta e’ l’espressione di un disagio determinato da una ineguaglianza sociale che infiamma una rabbia antica.

C’è una crudele ironia nel vedere un uomo che aveva cavalcato l’onda dell’anti-politica per arrivare al potere, ed ora arranca nel contenere forze simili.

Macron aveva vinto proprio grazie al supporto dei giovani liberali e degli elettori parigini mentre la sua avversaria Marine Le Pen era andata meglio nelle aree rurali dove piu’ sentito era il problema della disoccupazione. In molti avevano scelto il suo movimento “En Marche” preferendo il giovane banchiere ad una scelta di estrema destra che incuteva paura.

I “gilet gialli” chiedono, ora, che i politici siano piu’ onesti con chi li ha eletti.

Ma la domanda e’ : Le “leadership” politiche occidentali, accetteranno mai il vero messaggio che c’e’ dietro la rabbia di un popolo?

Forse anche qui da noi dovrebbe emergere la consapevolezza che in una democrazia (dal greco: δῆμος, démos, “popolo” e κράτος, krátos, “potere”), ovvero sistema di governo in cui la sovranità e’ esercitata, direttamente o indirettamente, dal popolo, le decisioni importanti devono essere prese dopo averlo ascoltato e magari consultato. Cio’ eviterebbe quei disastri, ora piu’ che mai evidenti, che alcuni politici faciloni e sprovveduti hanno causato, per interessi di finanza, proprio a danno di chi li aveva votati e dovevano essere salvaguardati.

 

Luigi Liguori