TE LO DO’ IO LO “SPREAD”

Tra gennaio e giugno 2011, la principale banca tedesca, Deutsche Bank, effettuò una clamorosa vendita di titoli di Stato italiani, per un importo pari a 7 miliardi di euro, innescando così un meccanismo folle che presto spinse le istituzioni finanziarie degli altri Stati a fare lo stesso. Deutsche Bank, quindi, prima scommise contro il debito sovrano italiano, comprando i cosiddetti “credit default swap”(CDS) , e poi ne scatenò la crisi, vendendo i nostri titoli di Stato.
Ecco come è nata la tempesta perfetta. Le operazioni della principale banca tedesca crearono panico sui mercati, ma soprattutto l’ aumento della domanda di BUND tedeschi, che da allora cominciarono ad essere considerati l’unico bene rifugio in Europa, e corrispondente aumento del prezzo e riduzione del rendimento (le due grandezze sono inversamente proporzionali)…….e Berlusconi fu costretto a dimettersi.
La storia dello spread, quindi, inizia con una Banca Centrale Europea (BCE) che presta alle Banche, al 4% di interesse, tutti gli euro che esse chiedono, per qualsiasi motivo.
Una qualsiasi banca italiana, quindi, chiede in presito dei soldi alla BCE e con quei soldi presi in prestito al 4% compra dei Buoni del Tesoro Poliennali (BTP). A quanto dovrebbe, quella banca, vendere poi i BTP acqustati?
Teoricamente allo 4, 1 %……tuttavia, basta mettere in piedi un meccanismo che comprenda, stime negative di debito pubblico, politiche da campagna elettorale  ed informazioni che incutino timore, ed ecco che se le cosiddette agenzie di “rating” annuncino che l’Italia potrebbe essere a rischi fallimento (default).  Allora, chi compra il BTP vorra’ assicurarsi contro il fallimento ipotizzato, comprando, insieme al BTP, un certificato assicurativo  (derivato finanziario), il famoso CDS.
Se, quindi, lo spread (differenza di rendimento tra due titoli di stato), in questo caso BUND tedeschi e BTP italiani, e’ pari a 300 punti (3%), il CDS che una banca italiana deve comprare, influisce sul prezzo del BTP, maggiorandolo del 3%.
Quindi se si vuole dare il 2% su un BTP di valore 100, aggiungendo il costo dell’assicurazione su quel BTP, il valore del BTP stesso scende a 95 (100-2-3).
La nostra banca, pero’, poiche’ non crede nel fallimento dell’ Italia, non compra i CDS, cosa che “sfugge” a chi, in Italia, dovrebbe vigilare sulla corretta vendita.
Ora secondo le agenzie di “rating” , la Germania non e’ un paese a rischio “default” e quindi non sarebbe necessario acquistare i CDS. Tuttavia, quegli speculatori  internazionali che acquistano i CDS (derivati speculativi)  senza acquistare BTP fanno salire lo “spread”. Cosa e’ lo spread?  Uno strumento utilizzato da speculatori finanziari in quei paesi dove  c’e’  “ossa da spolpare” o da spregiudicati politici allo scopo di scalzare qualcuno che da’ fastidio.

Luigi Liguori