STRADE DI CAMPAGNA : SEMPRE LA SOLITA MUSICA !

Altra tappa verso (l’improbabile ) consenso per la giunta lucana di centrosinistra.
L’elargizione del contribuo di circa 200.000 euro a favore di 124 comuni su 131 (difficile pensare che i comuni esclusi abbiano una rete stradale di campagna perfetta, a meno che non abbiano sbagliato a fare la domanda per il contributo oppure addirittura non richiesto), appare come il modello lucano per eccellenza in Italia in fatto di ricerca spasmodica della simpatia elettorale.
L’importo a valere sul PSR (Programma di Sviluppo Regionale) 2014/2020, quello, per intenderci, che negli auspici dovrebbe rilanciare l’agricoltura nel sistema stellare dell’universo, non crediamo possa rispondere a criteri di efficacia ed efficienza.
Tutti sanno (anche gli studenti di scuola media inferiore) che tale importo funge solamente da tampone su qualche strada, perchè al netto della somme a disposizione, per quelle tecnico/amministrative di progetto e di controllo lavori, solo poco più della meta è effettivamente poi utilizzabile sul campo.
Cosi ché si e no si potrà intervenire su qualche chilometro di strada rurale, saltellando di qua e di là.
Crediamo invece che anzichè usare tale metodo dello “spalmaconsensi” (in passato si diceva a pioggia) bisognerebbe operare in modo che davvero si elargisca una somma sufficiente per l’opera di sistemazione definitiva di quella determinata strada.
Insomma basta bonificare somme per rattoppi e si intervenga seriamente.
Così come deve essere in capo all’ufficio regionale preposto il controllo finale di detti interventi, con visite sul campo (e non solamente attraverso la documentazione di rito che non serve a niente. Abbiamo chiari casi di dubbia realizzazione per quanto ricevuto).
Comprendiamo che così si avrebbero meno ritorni elettorali, però si guadagnerebbe in fatto di sicurezza stradale, nonché meno danni ai tanti contadini o automobilisti in genere che hanno la sventura di dover percorrere strade rurali che in moltissimi punti, e in ogni comune, sono diventate veri campi di combattimento, questa volta causati dall’incuria umana però.
Così come è arrivata anche l’ora per un cambio inerente gli interventi a favore dei giovani che vogliano intraprendere il lavoro dei campi per investire sul loro stesso futuro.
Le somme necessarie per i miglioranti (o acquisto terreni o entrambe le azioni) devono essere elargite totalmente. Altrimenti molti, come oramai è sperimentato, sono quelli che iniziano un determinato programma di investimenti e poi sono costretti a bloccarsi perché non riescono ad ottenere mutui bancari oppure non trovano le risorse finanziarie occorrenti nella propria famiglia.
Si potrebbe anche optare per la restituzione delle some concesse (magari con un piano di rientro di trent’anni per dare tutto il tempo che serve), che andrebbe ad alimentare lo specifico fondo affinché altri giovani possano attingervi, e cosi via sino alla fine.
Un salto di qualità in serietà e di efficienza è necessario, altrimenti il comparto primario farà sempre la parte della cenerentola, con possibilità  perse per sempre e fuga continua pure da questo settore, che rimane pur sempre quello vitale per una regione o nazione che essa sia.
27/08/2018

Leonardo Rocco Tauro
Fratelli d’Italia