Riserva Regionale dei Calanchi: Ma che razza di valorizzazione è questa!

Siamo arrivati finanche alla totale distorsione del significato di concetti e parole, pur di giustificare l’impronunciabile.
L’amministrazione comunale di concerto con l’APT spieghino alla cittadinanza montalbanese, con i difensori ufficiali dell’ambiente (sempre verdi fuori e rossi dentro) e della natura, stranamente  in religioso silenzio da ben 4 anni, cosa significa valorizzare un luogo di elevatissimo valore scientifico e naturalistico con uno spettacolo musicale dentro i calanchi.
Siamo all’assurdo.
Anziché Comune, Provincia e Regione preoccuparsi di tutelare un ambiente unico al mondo nel suo genere, sito candidato al riconoscimento scientifico internazionale “Chiodo d’oro”, tra l’altro pare pure sfuggito, ma che comunque resta ugualmente uno dei tre siti geologici più importanti tra quelli terresti per quanto attiene il pleistocene medio/inferiore ( per il nostro sito parliamo di circa 700mila anni fa), pensano solamente al consenso elettorale ( dannazione umana del potere).
Manifestazione canora, con migliaia di presenze, di nessuna utilità per la conoscenza per altri di tale luogo, con danni irreversibili al sistema, attesa la fragilità dell’ambiente in questione, con calpestio e sottrazione di fossili di inestimabile valore scientifico, protetti dalla stessa legge.
Altri sono i metodi, i criteri, le iniziative per promuovere il sito scientifico.
Gli enti sopra menzionati realizzano in fretta, visto che sono passati  più di sette anni dalla costituzione della Riserva, quanto previsto dalla legge regionale del 2011, iniziando dalla perimetrazione dell’area, con relativa cartellonistica, i punti oasi, i percorsi visitabili in sicurezza, il controllo del territorio, ecc.
La Regione Basilicata invece di buttare dalla finestra i soldi pubblici (in questo caso altri ben 13.000=euro), si attivi a creare ai piedi dei calanchi strutture ricettive per studenti, studiosi e amanti delle bellezze naturalistiche, con stazioni anche informatiche che ne promuovano la storia del luogo, una specie di cittadella di tutto il patrimonio calanchivo lucano.
Ecco, queste sono le cose che possono davvero valorizzare e far conoscere siti unici, dalla struggente bellezza, ma fragili nello loro struttura.
L’APT la smetta di finanziare l’infinanziabile, e se i nostri locali amministratori sono improvvidi, irresponsabili e imbranati, non lo sia pure essa, unitamente a Provincia e Regione.

04/08/2018

Leonardo Rocco Tauro
Edvige Cuccarese
Fratelli d’Italia