MIGRANTI A SAN GIORGIO LUCANO: SI USI IL BUON SENSO !

Nemmeno 400 firme bastano alla amministrazione comunale di San Giorgio Lucano per rispondere ai propri concittadini.
Infatti, tante sono state le firme ottenute dai promotori di una petizione popolare (in due tranche) dello scorso anno, per dire no alla futura presenza di migranti nel piccolo centro del Sarmento, che dovrebbero trovare alloggio presso la ex casa comunale.
A tal fine, il comune lo scorso mese di luglio ha indetto un bando di gara per la concessione della struttura pubblica a chi ha i requisiti previsti dalle leggi in materia, con scadenza 7 agosto prossimo (rete Sprar- Sistema di Protezione per Richiedenti Asili e Rifugiati).
Ma che ieri è stato ritirato in autotutela, perché privo di alcuni elementi essenziali, “requisiti di partecipazione”, che prevede anche che l’aggiudicatario deve provvedere alla realizzazione di alcuni lavori, perché, poi, possa essere rilasciato il certificato di agibilità della stessa struttura.
Fatto alquanto insolito per la circostanza.
Possono infatti essere messo a bando appartamenti che non hanno tutti i crismi, al momento, della regolarità pure a livello urbanistico?
Come saranno scontati i lavori che verranno realizzati dalla cooperativa o dalla associazione che risulterà vincente nella gara di aggiudicazione?
E se dubbi escono fuori osservando gli atti tecnico/amministrativi, altri, e ben maggiori, riguardano appunto la presenza dei futuri immigrati, che lascia perplessi i residenti per  la futura coesistenza in un piccolo ambiente, giustamente gelosi delle proprie tradizioni, usi, costumi, mentalità.
Né si può far ricorso termini reboanti come xenofobia o razzismo, perché del tutto estranei alle nostre comunità.
Perché qui non siamo di fronte né a xenofobi, nè a razzisti.
Ma semplicemente presa d’atto della esistenza di un tipo di vita tranquilla e serena da parte della comunità, che potrebbe subire alterazioni. Oppure problemi sanitari, come riportato nella petizione popolare.
Preoccupazioni evidentemente neppure meritevoli di una risposta, o di un incontro pubblico tra amministratori e cittadini elettori.
E poi in un piccola realtà, dove tutti si conoscono e dove alto è il tasso di disagio causato dalla mancanza di lavoro e di reddito, quale percezione avranno i cittadini di fronte a gente straniera che potrebbe non lavorare (e dunque qualcuno li deve pur mantenere) , oppure se lavorano, lo andranno a fare a discapito di chi?
Ci sono poi le professionalità adeguate per l’inserimento futuro nella comunità ospitante?
Osservazioni semplici, ma dall’impatto estremamente significativo.
L’ospitalità la si può concedere quando non va ad urtare i sentimenti dei residenti.
Bene farebbe dunque l’amministrazione comunale, tra l’altro con alcuni propri esponenti più illuminati (a dimostrazione che su questo tema non ci sono schieramenti di parte, ma solamente buon senso) che condividono timori e preoccupazioni della stragrande maggioranza della comunità di San Giorgio Lucano, a revocare in via definitiva il bando per la concessione di una propria struttura come luogo di ospitalità per migranti.

01/08/2018

Fratelli d’Italia
San Giorgio Lucano