Lucania

Per ora sta partendo in pò in sordina, fra alcune settimane, in piena campagna elettorale, non potrà non essere uno dei temi più importanti del confronto politico.
Stiamo parlando della voglia e volontà dei tarantini e della sua provincia di passare in Lucania.
Qualcuno nella nostra regione sino ad ora si è espresso in modo vago, alcuni in senso entusiastico, altri già contrari a priori, la stragrande maggioranza dei lucani, infine, ancora non conosce il tema oppure attende ulteriori approfondimenti e conoscenza.
Ma attendere non si può più.
Ci sono 16.000 cittadini tarantini, per adesso, che vogliono venire nella nostra regione.
Ovviamente, dopo la fase del controllo della regolarità delle firme da parte della Cassazione, bisognerà attrezzarsi per la effettuazione del referendum. Che coinvolgerà sia la Lucania che la intera provincia di Taranto.
E la politica lucana ancora oggi appare lontana dalla vicenda.
Ma sarà costretta a breve a prendere necessariamente una posizione.
Perché il tema è ultra importante. Può cambiare in meglio o in peggio la condizione di noi lucani.
Ovvio che in una nota di articolo non si possono mettere sul tavolo i vantaggi e gli svantaggi per gli entranti e gli ospitanti.
Perché bisogna approfondire tutto, non solo partendo dai dati socioeconomici, che sono tantissimi e non di poco conto.
Ma interessare anche la attuale geografia politica in senso lato.
Sarebbe, infatti, riduttiva una semplice espletazione referendaria di una provincia che passa da una regione all’altra.
Sarebbe quanto mai opportuno, invece, che contestualmente a questa si ridefiniscano anche i confini provinciali, perché si possa poi avere una regione territorialmente più equilibrata.
Sia sotto l’aspetto del numero degli abitanti che sotto quello dei dati sociali, economici, politici, culturali.
Insomma, una mia convinzione, ovviamente tutta personale: Sì a Taranto e ai tarantini nella Nuova Lucania (a proposito, occorra anche decidere una volta per sempre come chiamarci anche sul piano istituzionale e costituzionale, Basilicata o Lucania), a condizione però che ci si approfitti della occasione, storica ed unica, per rifare pure le nuove province lucane.
Altrimenti, potremmo lasciare stare.

18 11 2018

Leonardo Rocco Tauro
Fratelli d’Italia