FRATELLI D’ITALIA PENSA AL SUD

Fratelli d’Italia c’è e si è fatto sentire nello scorso fine settimana.
Il partito di Giorgia Meloni ha voluto organizzare a Matera e Potenza una due giorni di riflessione politica, per parlare e discutere e proporre soluzioni ai problemi del Sud.
Ad iniziare, come era giusto che fosse, proprio dalla Lucania.
Con le sue potenzialità note in tutto il mondo e pure le sue arcinote difficoltà a crescere e a migliorare gli standard di vita dei suoi residenti.
La manifestazione chiamata “Stati Generali del Sud” è partita con l’arrivo (scusate per l’ossimoro) nella futura Capitale europea della cultura con il trenino giocattolo, quello che da Bari porta tutti giorni a Matera, che per percorrere la grande distanza di 55 chilometri ci impiega più di un’ora e mezza.
Nel quarto mondo i treni vanno più veloci.
Questo solo l’incipit di tutto quello che poi è stato detto non dai politici solamente, altrimenti qualcuno potrebbe sempre dire che chi fa opposizione deve per forza parlare male di chi governa.
Hanno detto la loro, invece, autorevoli economisti, tecnici, manager, uomini di legge, imprenditori, rappresentanti di categoria di livello nazionale.
Tutti a fare le pulci delle cose che al Sud non vanno.
E di come viceversa potrebbe essere risolto il problema del Mezzogiorno d’Italia, se solamente lo si volesse affrontare da persona dotata di intelligenza media, ma di grandi virtù civiche.
Perché il vero problema è tutto qui.
Non si tratta solamente di aspetti tecnici, economici, sociologici, che ovviamente hanno il loro peso decisivo.
Ma di quelli di cui oggi sembra si siano perse ogni traccia, come l’etica e la morale, innanzitutto, che devono guidare l’azione di chi ci amministra e ci governa.
A livello locale come a quello nazionale.
Perché le risorse se le vogliono trovare escono, ed escono perché ci sono, grazie ovviamente agli immensi sacrifici degli italiani onesti.
Ma poi bisogna investirli bene, nella spesa per gli investimenti, nei grandi lavori pubblici (e qui urge la necessaria presenza di uno Stato degno di questo nome).
Che danno posti di lavoro, fanno crescere anche le imprese meridionali, che portano poi visitatori, turisti ed imprenditori che vogliono investire al sud, siano essi nazionali che stranieri.
Non disperderli al contrario, nel clientelismo più sfrenato, arrogante e miserevole.
Che colpisce chi davvero vuol bene alla cosa pubblica.
Grandi opere come il completamento dell’alta velocità, che oggi si ferma, a scendere, a Salerno, ma che deve proseguire, invece, sino a Trapani, e poi lungo tutta la dorsale adriatica, da Lecce sino a Venezia, e poi porti, aeroporti e strade decenti.
Perché l’Italia unita deve essere uguale dappertutto.
Dove la Lucania fa la parte del sud nel Sud.
Ove per arrivare a Matera, l’on.le Giorgia Meloni è dovuta atterrare all’aeroporto del capoluogo pugliese.
Per tornarsene a Roma è dovuta andare in macchina sino a Salerno. Per imbarcarsi via mare uno deva andare a Bari o Brindisi, oppure Salerno o Napoli.
Insomma, per muoversi occorre prima peregrinare un po’ dappertutto, fuorché nella nostra regione.
E mentre gli autorevoli ospiti portavano i loro interessanti apporti di analisi, prospettive e risoluzioni per gli attuali governanti nazionali, e per i futuri amministratori regionali, il presidente nazionale del partito visitava alcune aziende sparse sul territorio, come una cantina che produce il vino aglianico, esportato in tutto il mondo, oppure un nota industria del mobile imbottito che arriva sin nella Cina, e poi ancora una importante industria meccanica che fornisce alla FCA di Melfi pezzi di ricambio per le proprie auto.
Tre esempi della faccia buona della Lucania.
Quelle che operano laboriosamente e che nulla chiedono allo Stato. La politica nei loro confronti, e di tutti quelli liberi, è matrigna.
Esempi come quelli sopra riportati ce ne sono ancora tantissimi sparsi sul territorio, ma non bastano.
Debbono essere ancora di più.
Perché è possibile, vista la presenza di intelligenze e capacità.
Basti solo che i governanti facciano sino in fondo il loro dovere.
Cioè quello di permettere a chi ha voglia di crescere, per se e per gli altri, che lo possa fare liberamente, senza nulla da elemosinare. Oppure, non strozzato da una burocrazia che sembra fatta apposta per godere quando deve intralciare l’iniziativa di una persona o di una impresa.
Di non tenere imprigionati o legati ad una condizione clientelare, perché si perpetui per loro il consenso elettorale, uomini e donne.
Nel suo intervento conclusivo, la leader della fiamma ha attaccato il governo nazionale, tra l’altro, sul reddito di cittadinanza. Che sembra la ripetizione della storia già vista delle ottanta euro di renziana memoria, tra il caritatevole e l’elettorale.
Sostenendo che non è dignitoso dare sussidi alle persone che possono lavorare, ma creare le  condizioni perché ci sia il lavoro e con il lavoro si formano le famiglie e se si formano le famiglie nascano i figli e se  figli restano al sud, il Sud non morirà.
E tutta la nazione ne beneficerà.

28/10/2018

Leonardo Rocco Tauro
Assemblea Nazionale
Fratelli d’Italia