ELEZIONI REGIONALI: COMMENTO “A CALDO”

Le opinioni eretiche di Michele Rallo
ELEZIONI REGIONALI: COMMENTO “A CALDO”

Dunque, è finita 40 a 35 in favore di Musumeci. Cancelliere ha preso 8 punti in più rispetto alla lista 5 Stelle (27%), probabilmente soffiati a Musumeci con la farsesca campagna sugli “impresentabili” nelle liste alleate.
Il centro-sinista, contrariamente alle previsioni, ha tenuto botta sul suo candidato Micari, che ha ottenuto un onorevole 19%. Onorevole per lui, naturalmente, perché per il suo sponsor Matteo Renzi quel 19% è una nuova tranvata, senza appello, come quella del referendum. Del suo paggio, Angelino, non vale la pena neanche di parlare.
Bene il quarto candidato, Fava, anche se mi sarei aspettato che la Sinistra – quella vera – contasse qualcosa più del 6%. Evidentemente, anche loro hanno pagato dazio al miraggio insulso dell’antipolitica.
Cosa dire, così, a botta calda? Innanzitutto, che l’abbiamo scampata bella. Se la Sicilia, dopo il quinquennio pirandelliano di Crocetta, avesse dovuto affrontare un quinquennio kafkiano a 5 stelle, probabilmente non si sarebbe più riavuta. Pensate a come hanno ridotto Roma in 2 anni, e provate ad immaginare come avrebbero ridotto la Sicilia in 5 anni.
Quella di domenica è stata una giornata nera per i grillini. Speravano in una “onda lunga” che dalla Sicilia avrebbe dovuto spingerli fino al governo nazionale, e invece è arrivato solo uno spruzzo. E questo è niente, perché dalle elezioni amministrative di Ostia (e chiunque abbia bazzicato Roma sa l’importanza di Ostia) è arrivata addirittura una mareggiata: dai 42.000 voti di due anni fa, sono passati ai 19.000 di oggi. Una débâcle.
Tirando le somme (Sicilia più il pur limitato test di Ostia) il bilancio grillino è in profondo rosso. Al punto che il Ragazzino – che si preparava ad andare al duello tv con Renzi vestendo i panni del vincitore – ha dichiarato forfait. Forse la lezioncina che aveva imparato a memoria mal si adattava alla nuova situazione, ed ha preferito mandare al suo posto Di Battista, che in televisione figura meglio. Scusa ufficiale: dopo le elezioni siciliane Renzi non è più il candidato Presidente del Consiglio del PD, e lui – il gigante pentastellato – avrebbe concesso l’onore di un confronto solo a candidati ufficiali par suoi. Peccato che il candidato del PD lo debba decidere il PD e non Di Maio. E peccato – questo lo dico seriamente – che il PD non abbia ancora trovato il coraggio per sbarazzarsi di quella paralizzante palla al piede che si chiama Matteo Renzi.
Ma – a parte il salutare stop al nullismo dell’antipolitica – il settore dove l’elezione di Musumeci inciderà maggiormente è quello del centro-destra. Ci tornerò con maggiore attenzione la settimana prossima. Ma qualche parola voglio spenderla anche adesso. Dunque, Berlusconi si è precipitato in tv per dichiarare che la vittoria di Musumeci rappresentava la vittoria dei “moderati”, tentando così di mettere il cappello su un risultato che, se fosse dipeso da lui, non ci sarebbe mai stato. Musumeci, che è un signore, non ha replicato. Ma ha postato su Facebook una fotografia che lo ritraeva, giovane, con Giorgio Almirante.