DESTRA VINCENTE, BERLUSCONI CALANTE

Michele Rallo

Finalmente un voto che ha smosso un po’ le acque. Con tutte le sue conseguenze: positive e negative. Naturalmente, non è possibile esaminarle tutte. Mi limiterò, pertanto, ad alcune riflessioni sui contraccolpi che il voto del 4 marzo avrà sugli equilibri interni allo schieramento del Centro-destra.

Il sorpasso della Lega su Forza Italia, infatti, non è un fatto solamente elettorale, ma segna una doppia svolta, addirittura epocale, all’interno di quella coalizione.

La prima svolta è di ordine personale: il cavalier Silvio Berlusconi dovrà finalmente rassegnarsi alla dura legge dell’anagrafe. Ha la bellezza di 82 anni: una età che invita alle gioie del riposo o, potendo, a quelle del “riposo del guerriero”. Nel Centro-destra gli vogliono tutti bene, tutti gli sono grati per la sua storica “discesa in campo” del 1994, ma nessuno – forse neanche in Forza Italia – pensa che le sue ricette d’epoca siano ancora buone per l’Italia di oggi, alla fine della seconda decade del terzo millennio.

E vengo, dunque, alla seconda svolta, quella di ordine politico-programmatico. Le recenti elezioni, infatti, hanno segnato il tramonto definitivo del progetto di dar vita ad una grande “unione dei moderati”, che il buon Silvio – politicamente fermo agli anni ’90 del secolo scorso – pensava fosse ancor oggi maggioritaria in Italia. Al contrario, il voto del 4 marzo ha dimostrato che la maggioranza assoluta dell’elettorato italiano è schierata su posizioni populiste, ostili all’Unione Europea ed alle sue politiche.

Questo è vero per quanto riguarda l’elettorato in generale (Cinque Stelle + Lega + Fratelli d’Italia + spezzoni vari di destra e di sinistra). Ma è vero anche e soprattutto per l’elettorato di Centro-destra, che ha votato in prevalenza per le due “gambe” populiste (Lega e Fratelli d’Italia) a scapito di quelle moderate (Forza Italia e il moncherino della “quarta gamba”). Aggiungo che numerosi elettori di Forza Italia, che hanno continuato a votare quel partito solo “per amore di Silvio”, non si riconoscono affatto nelle posizioni “moderate”: alcuni, soprattutto in tema di immigrazione e di sicurezza, sono addirittura più a destra di Salvini.

Cosa succederà adesso? Probabilmente Berlusconi – inadatto a svolgere il ruolo di “numero due” – si ritirerà a vita privata. Ciò provocherà inevitabilmente l’implosione di Forza Italia, partito che non potrebbe sopravvivere al suo leader. E verso quali lidi si indirizzeranno i parlamentari della ipotizzata diaspora forzista? Scommetto che si volgeranno in grande maggioranza verso Salvini; anche perché si potrebbe tornare alle urne da un momento all’altro. Peraltro, passato il momento delle gelosie da campagna elettorale, l’asse Salvini-Meloni dovrebbe nel frattempo essersi ricostruito. Molto probabilmente – se “ci azzecco” pure questa volta – alla prossima tornata elettorale potremmo vedere un listone populista con dentro la Lega, Fratelli d’Italia, una buona parte di Forza Italia e – perché no? – anche Casa Pound e quanti altri condividono una battaglia in difesa dei nostri interessi nazionali.