Giovannino Guareschi, vogliamo ricordarti così: con IN ALTO IL TUO CALICE e con un tuo attualissimo pensiero

“La verità non si insegna; bisogna scoprirla, conquistarla. Pensare, farsi una coscienza. Non cercare uno che pensi per voi, che vi insegni come doveteessere liberi. Qui si vedono gli effetti: dagli effetti risalire alle cause, individuare il male. Strapparsi dalla massa, dal pensiero collettivo, come una pietra dall’acciottolato , ritrovare in se stessi l’individuo, la coscienza personale. Impostare il problema morale. Domani, appena toccherete col piede la vostra terra troverete uno che vi insegnerà la verità, poi un secondo che vorrà insegnarvela, poi un quarto, un quinto che vorranno tutti insegnarvi la verità in termini diversi, spesso contrastanti. Bisogna prepararsi qui, “liberarsi” qui in prigionia, per non rimanere prigionieri del primo che v’aspetta alla stazione, o del secondo o del terzo. Ma passare ogni parola loro al vaglio della propria coscienza e, dalle individuate falsità d’ognuno, scoprire la verità.”
Giovannino Guareschi

Continuare a governare insieme a chi ha svenduto l’Italia all’Europa delle banche significa essere complice di questa scelta.

Nove sono i voti (tra questi gli europarlamentari del Movimento 5 stelle)
con cui Ursula von Der Leyen s’è garantita la presidenza della Commissione.
Elezione frutto del compromesso tra i popolari europei guidati da Angela Merkel e i gruppi socialisti e liberali rappresentati da Emmanuel Macron una scelta condizionata fortemente dalla Finanza e dagli stessi burocrati che da anni affamano i Popoli con politiche comunitarie tese e concentrate alla tutela degli interessi dei poteri forti
Questa ricca ed elegante 60enne, figlia di uno dei primi
euro-burocrati di Bruxelles rappresenta la continuità di un sistema in cui Germania e Francia hanno egemonizzato azioni nel loro interesse nazionale.
#matteoalzalatesta

Lamberto iacobelli – Coordinatore Nazionale Destra sociale in Fdi

Basta doppie pensioni ai sindacalisti

Oggi in Commissione Lavoro alla Camera iniziano le audizioni sulla proposta di legge di Fratelli d’Italia per abolire la pensione integrativa dei sindacalisti. Parliamo di un vero e proprio privilegio che consente a moltissimi sindacalisti di intascare una doppia pensione, a volte senza nemmeno pagare un solo mese di contributi. Un meccanismo che ha generato abusi e comportamenti inaccettabili da parte di chi, come i sindacati, ha il compito di difendere i lavoratori. Anche e soprattutto quelli che una pensione non la vedranno mai. È una delle tante storture del nostro sistema previdenziale che Fratelli d’Italia vuole correggere. Ci auguriamo che tutte le forze politiche vogliano sostenere questa battaglia di buon senso e giustizia e non capiamo perché invece il M5S l’abbia abbandonata.

Lamberto Iacobelli – Coordinatore nazionale Destra Sociale

Autonomie, cultura e paesaggio sono identita’ nazionale

Di Luca Romagnoli

“Autonomie, guai a lacerare il tessuto paesaggistico della Nazione italiana”

Scrive Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera di oggi (11 luglio, in prima e poi sesta pagina), che nella bozza in discussione sulle autonomie regionali, il Veneto (la Regione trainante nella questione generale sull’autonomia) vuole ”Mano libera: anche nelle aree sotto tutela”. La richiesta e semplice quanto diretta. È pericolosamente contraria all’interesse nazionale. Si vuole in sostanza la «potestà legislativa e amministrativa» sui «beni paesaggistici» corredata da «il trasferimento delle funzioni» delle «Soprintendenze archeologiche belle arti e paesaggio» accompagnate ovviamente da «la funzione autorizzatoria (…) senza il parere della Soprintendenza».
Tuto questo prefigura scenari inquietanti per la continuità paesaggistica (e quindi per l’interesse nazionale oltre che per ragioni semplicemente ambientaliste). Certo balza agli occhi che la devastazione del paesaggio e del consumo insensato e speculativo del suolo che si è concretata negli anni della Repubblica (alla faccia del dettame costituzionale), a fronte delle politiche attuate dallo Stato italiano (in particolare nel “decennio fascistissimo” che ha preceduto l’8 settembre), ha visto ben protagoniste anche Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Non sono state “antropizzate” solo le coste calabresi, l’area Vesuviana, il litorale laziale. E vogliamo dire che nelle Regioni già autonome si è fatto di meglio? Da Termini Imerese alle coste sarde, così come in tante aree del “rosso” Trentino, il consumo del suolo ha prodotto “ecomostri” e cambiamenti di destinazione d’uso che hanno non solo stravolto il paesaggio, ma trasformato economie locali con esiti devastanti. Questo è avvenuto con la “complicità” dello Stato, ad esempio: a Gioia Tauro, come nella citata Siciliana Termini I.; nelle “ricostruzioni” post sismiche della Campania; nelle sconsiderate e clientelari installazioni di pale eoliche appenniniche, quanto all’entrata della Valle dell’Adige. Questo affatto lungimirante maltrattamento del nostro paesaggio e quindi della nostra identità continua con la “fagocitazione” territoriale dei pannelli solari”.
Dai lidi ferraresi, al continuum urbano Adriatico, dalla Conurbazione genovese alle scelleratezze del Tarantino, del Pescare e del Barese e del Sorrentino, potremmo continuare per pagine e pagine con citazioni esemplari anche condite di numeri.
Ora, abbiamo detto, che le autonomie regionali e locali sole, o lo Stato solo -e lo sottolineo dopo il fascismo-, hanno prodotto l’impiastro economico-paesaggistico che ci ritroviamo: non è un’osservazione fatta con soddisfazione; è un tant’è.
E per altri luminosi esempi di una siffatta demenziale, spesso criminogena, gestione del territorio e delle sue risorse culturali e paesaggistiche, rimando all’articolo citato (in particolare alla pagina 6) di Gian Antonio Stella.
Non possiamo e non vogliamo lasciare alle autonomie locali e regionali patrimoni paesaggistici e culturali che sono della Nazione italiana. Non è solo questione di principio identitario; è responsabilità per il futuro.
Come qualcuno ebbe a dire, per Noi, “che siamo nostalgici del futuro” e che in ragione di ciò sappiamo scegliere e dobbiamo saper indicare la via per il miglior utilizzo delle nostre primarie e non delocalizzabili risorse, la sovranità dello Stato su queste materie non può venir meno.

Luca Romagnoli (per il “Dip.to territorio e paesaggio”)

Tratto da il Secolo d’Italia 

Giovani per sempre – di Luca Romagnoli

Giovani per sempre. lo sono gli uomini e le donne che non smettono di sognare, di giocare, di immaginare il futuro. Se questo lo fanno alla luce di valori, con profilo morale e nel solco di una visione “tradizionale” (passatemi l’aggettivo e l’auspicio), “evoliana”, della vita, sono i nostri giovani e saranno i nostri militanti. Lo sono per libera scelta, lo sono per senso di appartenenza ad una comunità, prima ideale e metapolitica e poi attivistica; lo sono perché non recepiscono passivamente informazioni e “culture” e vulgate senza confronti, documenti, e soprattutto preconcetti. Certo, ci sonò affinità elettive: io credo in diversi innatismi. So che l’ambiente (naturale, familiare, sociale, ecc.) influenza l’individuo, ma non altera o quantomeno non compromette “uno spirito” che ha per nascita una sua sensibilità una sua “innata tendenza”. Questo tipo di individui è quello che in genere si sente parte di una comunità (non di una setta, si badi bene), identitaria: nella quale e per la quale farà militanza, con organicità e meritocrazia, anche cercando le soddisfazioni che un giorno -per chi ambisce anche a questo-, la rappresentanza politica può dare. Perseguendola come servizio, nel senso vero e alto dell’etimo: polis-etica non professione per sbarcare il lunario. Ne abbiamo conosciuti e ne conosciamo di individui che hanno fatto della politica una professione: rari i casi in cui non hanno tradito progetto, idealità e comunità di riferimento.
Se questo piace, se questo un giovane che si avvicina alla politica vuole, se in questo crede, può militare (come ho fatto io e tanti di noi che ci riconosciamo nella nostra associazione),nei Giovani Italiani della Destra Sociale.

Luca Romagnoli