I PASTORI SARDI, ULTIME VITTIME DELLA GLOBALIZZAZIONE

Le opinioni eretiche
di Michele Rallo

I PASTORI SARDI,
ULTIME VITTIME DELLA
GLOBALIZZAZIONE

Ci sono dei dogmi mediatici, dettati dalla finanza internazionale e veicolati dalla grande stampa, posseduta – guarda caso – dalla finanza internazionale. Questi dogmi riguardano certi eventi-chiave, gabellati come fenomeni epocali, cui non é possibile opporsi. Perché? Perché sarebbero eventi ineluttabili, che non possono essere fermati, ma soltanto “governati”, rassegnandosi a convivere comunque con essi ed a subirne le nefaste conseguenze.
Esempio tipico di tali bugíe istituzionalizzate é la favola di una immigrazione definita “inarrestabile”, quando invece basterebbe assai poco – un blocco navale alle acque libiche – per fermarla definitivamente.
Ma, piú ancóra dell’immigrazione, vi é un altro fattore che ci viene descritto come inevitabile, inarrestabile, irresistibile, incontenibile, irrefrenabile, ineluttabile, ineludibile, e chi piú ne ha piú ne metta. Questo fattore é la globalizzazione economica, con il corollario di tutte le sue logiche conseguenze: massacro sociale, disoccupazione, pensioni da fame, fine delle tutele e, in sintesi, drastico ridimensionamento del modello sociale europeo.
Ogni tanto, qualche episodio clamoroso viene a sottolineare degli aspetti paradossali di questa infame camicia di forza con cui si vuole imprigionare la vitalitá economica delle popolazioni europee. Ultimo caso della specie é quello dei pastori sardi (e non solo sardi), cui le industrie casearie offrono per un litro di latte 60 centesimi, cifra che non copre neanche i costi di produzione.
Né si creda che il fatto sia originato dalla ingordigia degli industriali del settore, che vogliano ottenere guadagni maggiori a spese dei produttori di latte. Gli industriali, infatti, sono a loro volta strozzati dal “mercato globale”, con guadagni ridotti all’osso, costretti per sopravvivere ad acquistare il latte da chi lo vende a prezzi stracciati. E chi pratica prezzi migliori – statene certi – non possono essere i produttori italiani, gravati da spese vive e da óneri burocratici e fiscali che sono quattro volte superiori a quelli della maggior parte dei paesi del mondo.
La conseguenza é logica: o i pastori vendono a prezzi “cinesi”, o gli industriali dovranno comprare il latte dai cinesi (o dagli indiani, o dai turchi, o dai brasiliani, e via di séguito).
Lo stesso dicasi per tutte le altre nostre produzioni agroalimentari, peraltro di grandissimo pregio. Oramai i prezzi offerti ai produttori italiani sono pericolosamente vicini ai limiti di sopravvivenza; mentre sempre piú spesso l’industria di trasformazione é costretta a ricorrere al grano canadese o all’olio nordafricano o ad altri prodotti a basso costo che, il piú delle volte, sono di qualitá assai scadente.
Orbene, tutto questo ci viene dipinto come un fatto acquisito, come una realtá cui non ci si puó sottrarre, con cui si deve convivere forzatamente; come se la nostra societá avesse contratto una brutta malattia, di quelle da cui non é possibile guarire e di cui, tutt’al piú, si possono combattere alcuni sintomi secondari con qualche medicina.
Non é cosí. Non é affatto cosí. La globalizzazione economica si puó semplicemente respingere, rifiutare. Esattamente come l’invasione migratoria.
E per farlo non é necessario tornare ai tempi dell’autarchia. Basta ritornare gradualmente, prudentemente, saggiamente agli assetti economico-finanziari di non molti anni fa, prima che i poteri fortissimi della finanza usuraia tentassero di dare la spallata finale agli equilibri del globo e di assumere in prima persona il governo del mondo intero.
Naturalmente, una svolta di tale portata sarebbe possibile solo a patto che vi fosse un personale politico all’altezza della situazione. Non soltanto capace di una autonoma elaborazione politica, ma anche libero dai condizionamenti (e dai finanziamenti) di certe fondazioni “benefiche”, di certe lobby “filantropiche” che sono la longa manus dei poteri che vogliono dominare il mondo.

Torrice (FR) – presen.. candid. Europee Luca ROMAGNOLI

Torrice ( FR ) ……presentazione candidatura Europee On. Luca ROMAGNOLI
Si è  svolto a Torrice presso il locale ” il portico dello Sport ” la presentazione della candidatura a Parlamentare Europeo dell’ On. Luca ROMAGNOLI di Fratelli d’Italia, area Destra Sociale.  Promotore della serata il rappresentante Cittadino di Destra Sociale Claudio PETROCCHI il quale dopo aver rappresentato i motivi  dell’incontro  ha lasciato la parola ai Dirigernti Nazionali  Sergio ARDUINI e Lamberto IACOBELLI.
Successivamnete l’ On ROMAGNOLI davanti ad un attentissimo pubblico  ha spiegto come funziona l’attività di un Parlamentare Europeo e  quali sono i doveri che deve avere un Parlamentare verso i cittadini italiani, visto che spesso e volentieri chi ha seduto su quei banchi MAI ha effettivamente fatto rispettare la nostra Italia .
Ovviamente si è parlato anche di politica locale, rappresentando un fattivo radicamento sul territorio della nostra Componente , decisamente un valore aggiunto alle politiche di Destra rappresentate con assoluta determinazione in questa Provincia da Fratelli d’ Italia..
Sergio ARDUINI…..Dir. Prov. Fratelli d’Italia ,  area Destra Sociale.
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Mikis Mantakas

https://www.secoloditalia.it/2019/02/raggi-almeno-oggi-inchinati-alla-memoria-di-mikis-mantakas-a-nome-di-roma/

Raggi, almeno oggi inchinati alla memoria di Mikis Mantakas a nome di Roma

giovedì 28 febbraio 10:22 – di Francesco Storace
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Almeno oggi. Almeno oggi, Virginia Raggi, tenta di dimostrare di essere il sindaco di tutti. E vai a deporre un fiore in piazza Risorgimento, dove il 28 febbraio del 1975 fu assassinato Mikis Mantakas, studente universitario proveniente dalla Grecia, militante del Fuan, 23 anni. Quel fiore fu reciso, tra gli altri, dal brigatista Alvaro Loiacono, che lo ammazzò davanti alla sezione missina di via Ottaviano. C’erano appena stati scontri davanti al vicino tribunale di piazzale Clodio, per l’udienza del processo sul rogo di Primavalle in cui furono bruciati vivi Stefano e Virgilio Mattei.

I nostri cuori sono ancora gonfi di dolore, a ricordare i nomi di un martirologio infinito e non pretendiamo che Virginia Raggi provi i nostri stessi sentimenti. Lei è nata nel 1978, tre anni dopo la morte di Mantakas, ma non può raccontare a nessuno di non occuparsi della storia della città che guida transitoriamente. Perché, maldestramente, del passato se ne occupa.

Ecco, serve un momento di riconciliazione nel nome di un martire europeo, come ricordano i manifesti affissi attorno al luogo dell’omicidio. E magari anche una nota, una telefonata, un incontro, per sollecitare il ministro della giustizia, Bonafede: dopo Cesare Battisti, questo assassino latitante da troppo tempo e coinvolto in diversi episodi di terrorismo – dal delitto del giudice Tartaglione alla strage di via Fani, tanto per intenderci –  lo andremo ad acciuffare o no? Serve anche la voce di Roma per dire allo Stato che la guerra a quei terroristi che insanguinarono l’Italia non è finita. Alvaro Lojacono deve essere riportato in Italia a scontare le pene per i crimini commessi e di cui la giustizia lo ha riconosciuto responsabile e corresponsabili con altri suoi simili sanguinari.

Virginia Raggi, con un gesto, può cominciare a riparare le tante cose ingiuste che ha detto e fatto contro la vasta comunità di destra che ha pagato con un tributo enorme di vittime la propria militanza politica negli anni bui della Repubblica. E’ democrazia, è rispetto.

24 FEBBRAIO 2019 – Fondi incontro Destra Sociale

Resoconto dell’evento del 24 Febbraio

Detto Fatto!!!

Nella giornata di Domenica 24 Febbraio, un gruppo di militanti di Destra Sociale Fondi, come promesso nell’articolo pubblicato il 9 Febbraio, hanno organizzato una giornata conviviale all’insegna dell’ecologia, della cultura, presidiando il sito dell’Appia Antica. Il coordinatore di Destra Sociale racconta: “arrivati sul posto verso le ore 10.00 armati di guanti e buste, abbiamo iniziato subito a pulire ciò che deturpava il bellissimo luogo. Avendo portato anche i piccolini abbiamo trasmesso con l’esempio, che è possibile rispettare l’ambiente partendo da noi. Si!… perchè ci sono persone incivili che non hanno amore per la natura che ci circonda, ma ci sono persone di buona volontà che hanno la voglia e la coerenza di rimettere tutto in “ordine”…ottimo motivo per far riprendere il contatto con la natura soprattutto ai bambini, a discapito dei soliti giochi interattivi. Non solo insegnamenti educativi, ma un vero e proprio full immersion nella storia del nostro territorio. Il tutto accompagnato da prelibatezze, come latticini, carni, frutta e verdure fresche proveniente dalle nostre aziende del territorio fondano, gustate all’interno del parco allestito con tavoli, panche in legno e focolai per la brace”.
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Domenica 24 febbraio si terrà una “mattinata ecologica” promossa dalla locale sezione della “Destra Sociale” di Fondi, presso l’area ricreativa dell’Appia antica in zona gola Sant’Andrea; l’evento, pur partendo da un’idea della suddetta associazione politica, sarà aperto a tutti quei cittadini che vorranno cogliere l’occasione per stare insieme qualche ora, ripulendo il posto dai rifiuti, passeggiandovi e pranzando tutti insieme all’insegna di una civile e naturalistica convivenza.
L’incontro avrà inizio alle ore 10, ed i partecipanti sono invitati a presentarsi con sacchi, legna e cibo secondo le proprie esigenze, in modo da poter pulire e poi cucinare autonomamente utilizzando i diversi focolari già presenti sul luogo; l’evento sarà anche occasione per educare i più piccoli ad interagire con la natura, amandola e rispettandola.
Si prega, pertanto, di far pervenire le proprie adesioni telefonando al 3450636600 in modo da poter coordinare al meglio il numero dei presenti.
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