Muggiri replica a “Siamo tutte cattive maestre”

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“Siamo tutte cattive maestre”: a Cagliari solidarietà per prof che insultò poliziotti. Replica Muggiri (Fdi): “Pessimo esempio”

Il Coordinamento insegnanti antifascisti ha organizzato un’assemblea per prendere pubblicamente le difese Lavinia Flavia Cassaro, la maestra Lavinia Flavia Cassaro, finita nel calderone mediatico per le parole pronunciate contro i poliziotti a difesa di un comizio di CasaPound, la scorsa settimana a Torino.

 

Secondo il Coordinamento insegnanti antifascisti la maestra “è solamente una donna che grida la sua rabbia contro chi le impedisce violentemente di manifestare l’antifascismo, contro chi le spara addosso gli idranti per difendere i fascisti di Casapound. Perciò subisce la gogna mediatica da parte di rappresentanti delle istituzioni, politici e sedicenti addetti all’informazione che incitano la magistratura dai microfoni delle tv e dai social alla condanna penale e al licenziamento”.

 

I manifestanti vogliono così lanciare un appello, chiedendo che “Lavinia torni al suo posto di lavoro. È nostro diritto e dovere manifestare contro il fascismo, perché il nostro dissenso non sia oggetto di violenta repressione. Non siamo disposte e disposti a scambiare il lavoro con la schiavitù, perciò consideriamo sacri il tempo e i gli spazi fuori dal luogo di lavoro, contro chi vuole militarizzare la nostra vita attraverso il ricatto di codici di comportamento fascisti”.

 

Polemiche. “Non prendiamo esempio dalle cattive maestre” lo scrive Gianmario Muggiri, responsabile regionale Destra Sociale Sardegna e dirigente Fratelli D’Italia, che si scaglia contro la manifestazione. “Per carità giusto e liberi di pensarla come si vuole, ma a tutto c’è un limite”. La maestra di Torino, secondo Muggiri “è un pessimo esempio per tutti i nostri figli. La scuola deve garantire una formazione apartitica, nel rispetto del libero pensiero di tutti gli studenti, insegnare la legalità, far capire i valori fondamentali per vivere in una società civile, insegnare la costituzione, regole ed etica, il rispetto di tutti e il rispetto della divisa, proprio loro che garantiscono sempre la legge e il diritto di manifestare, oggi si parla ancora di fascismo e antifascismo, quando si dovrebbe parlare di cosa è giusto o no”.

 

“La maestra o il professore che dir si voglia rappresenta in quel momento la figura della famiglia, chi se non loro possono coadiuvare i genitori? Dobbiamo imprimere il concetto a loro più vicino: la regola. Perché di regole giuste è fatta la società, vivere nell’anarchia penso non piaccia a nessuno”.

 

“Oggi in una società civile e ben educata – conclude – forse si sarebbe potuto non manifestare il dissenso fuori dalla loro aula pubblica, ma all’interno della stessa dialogando in modo civile senza rischiare di essere aggrediti, forse non siamo ancora pronti come società ideologicamente schierata, la nostra associazione politica Destra Sociale vuol fare capire che il “Sentire” la legalità significa comprendere il valore della giustizia intesa come qualcosa di assolutamente concreto, che deve permeare il nostro vivere”.

Immagine tratta da internet

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