1919 di Luca Romagnoli

Cento anni da eventi che hanno segnato un epoca, che hanno visto un’epopea di passioni e patriottismi, ma anche di sensibilità e impegno sociale come mai prima nella storia europea (e quindi nella storia dell’uomo organizzato in società). É l’anno della “vittoria mutilata”, è l’anno della costituzione dei Fasci e l’anno dell’impresa di Fiume con la reggenza del Carnaro; è l’anno della carta del Quarnaro. E questo in Italia. Ma è un anno importante anche per l’Irlanda

(Michael Collins fa nascere l’IRA), per la Turchia (nasce il movimento nazionalista di Kemal Ataturk), per la Cina (il movimento nazionalista “4 maggio”), per la Russia (di fatti distrutta a fine conflitto anche a causa del tradimento bolscevico antinazionale e antizarista). É anche l’anno in cui molto si discetta di economia e sociale: l’economista Keynes pubblica uno studio sulle conseguenze della pace; in Italia diventa obbligatoria l’assicurazione per l’invalidità e l’invecchiamento con contribuzione dello Stato e dei datori di lavoro.

É un anno, il 1919, che inizia a dipanare un futuro complesso, che diverrà anche tragico della storia europea e delle storie patrie di tante Nazioni. É l’inizio della consapevolezza che uno Stato ha tra i suoi compiti di governare l’economia, attraverso la collaborazione tra i diversi interessi, la redistribuzione della ricchezza e una maggiore qualità della vita attraverso la sicurezza sociale. É l’anno in cui in definitiva irrompe sulla scena un modo diverso di concepire lo Stato, quello che tenti di superare il capitalismo liberale e non cedere all’internazionalismo comunista, percorrendo una “terza via”.

Lo ricordiamo questo centenario sulla nostra tessera, perché è anche l’anno in cui il senso dell’impegno in politica per il sociale è netto, sorge prepotente e assai diffuso nelle coscienze degli Europei e non solo. É un anno in cui sogni e auspici all’insegna del sociale dettero al mondo nuove prospettive di sviluppo e modernità.

Luca R

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